Media Key ANNUAL 2014/15 (arretrato)

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La volta buona

È dal 2008, dall’inizio cioè della crisi economica, nata in Usa e propagatasi in particolare in Europa, che si spera nella ‘volta buona’ della ripresa, magari a un ritmo modesto ma pur sempre con un segno positivo. Le ultime stime forniscono per l’Italia una crescita nel 2015 del Prodotto interno lordo a +0,5% contro una chiusura del 2014 a –0,3%. I dati relativi agli investimenti pubblicitari, che registrano generalmente scostamenti accentuati rispetto al Pil, dovrebbero chiudere il 2014, secondo le nostre stime, con una flessione a euro correnti del 2,8% mentre per il prossimo anno, in presenza di un possibile volano come potrebbe essere l’Expo e pur in mancanza dei Mondiali di calcio, i ricavi pubblicitari dovrebbero aumentare del +1,6%. Anche le ultimissime informazioni che ci giungono da Mediaset, che in novembre ha registrato un aumento dei ricavi pubblicitari del 3,8% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, e da Cairo, il cui flusso pubblicitario ha avuto, sempre in novembre, un segno positivo del 2,7%, sembrano dare un po’ di conforto alla tesi che finalmente dovremmo intravvedere la luce per la fuoriuscita dal tunnel della crisi pubblicitaria e anche da quella economica. La televisione nel 2014, secondo le nostre stime, dovrebbe flettere dell’1% ma aumentare leggermente la propria share raggiungendo il 56,8% degli investimenti. Internet, unico mezzo in crescita, dovrebbe raggiungere una share dell’11,1%. Radio e Outdoor resistono piuttosto bene considerando che il mercato perde in media il 2,8%. Ancora piuttosto pesante la stampa che sta reagendo però con nuove iniziative anche sul versante digitale. Per quanto riguarda il mercato mondiale della comunicazione riportiamo le analisi e le conclusioni dell’importante ricerca realizzata, come ogni anno, da ZenithOptimedia di Londra: l’Advertising Expenditure Forecast. Da questo studio emergono risultati interessanti e anche a volte sorprendenti. Ad esempio il nostro paese che nel 2004 era posizionato al 6° posto a livello mondiale in termini di investimenti pubblicitari scenderà al 12° posto quest’anno superato da Francia, Australia, Corea del Sud, Canada, Russia, ed è previsto che scenda ancora di più nel 2016 (al 16° posto) facendosi superare anche da Indonesia e dall’Argentina entrambe in fortissima crescita. È evidente la perdita di competitività dell’Italia, che fa parte, in Europa, del gruppo Piigs e cioè fra i peggiori Paesi europei a livello economico. D’altra parte il nostro Paese è ingolfato con complicazioni burocratiche che affliggono le aziende e che sembrano fatte apposta per mantenere i livelli occupazionali nell’amministrazione pubblica, con tassazioni enormi e sconclusionate (vedi Irap), con un costo del lavoro che ci proiettano in una classifica negativa ai primi posti, con un livello di corruzione da Terzo Mondo, con spending review ridicole, con privatizzazioni estremamente lente, con l’incapacità di vendere gli immobili (valore 400 miliardi) e, per finire, con un debito pubblico spaventoso, che ripartito per ognuno dei 60 milioni di abitanti, produce un debito procapite di ben 36mila euro, è naturale che il percorso per chi governa questo Paese sia irto di difficoltà. Ma è indubbio che alla stratosferica massa di parole che si fanno da un po’ di tempo sulla realizzazione delle riforme seguano i fatti concreti. Malgrado tutto gli italiani sapranno come fare per uscire da questo tunnel. Sempre, in passato, quando ci si è trovati davanti al burrone si è sempre riusciti a non cadere e ci si è rialzati. Sarà sicuramente così anche ora. Noi di Media Key saremo comunque sempre al fianco degli operatori, conoscendo bene, con i nostri 32 anni di attività editoriale, il loro lavoro, il loro grande impegno e il loro coraggio per le sfide che devono affrontare eroicamente ogni giorno anche a causa di tutti gli aspetti negativi di cui si è detto prima e che, inevitabilmente, rallentano il loro sviluppo. L’importanza della comunicazione rimane però fondamentale se si vuole sviluppare il mercato in particolare quando sembrerebbe che questo presenti cenni di risveglio come nel momento attuale. Con la certezza di trovare davanti a noi un 2015 migliore di questo 2014 vi auguriamo un Buon Natale e un felice anno nuovo denso di successi.

Roberto Albano